Giovedì 10 Gennaio 2019
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ALLE RADICI DEL GRAZIE   versione testuale
Lo sguardo dei Cooperatori di Calcinate









Domenica 7 ottobre 2018 le Suore Maestre di Santa Dorotea hanno festeggiato a Calcinate, il paese bergamasco da cui il Beato Luca Passi ha dato origine alla sua Opera, i 180 anni di storia del loro Istituto. Tanti i presenti alla Celebrazione Eucaristica: cooperatori, giovani, simpatizzanti e fedeli stretti attorno alle molte Religiose presenti, visibilmente emozionate di essere tanto ricordate e apprezzate per il lavoro che hanno svolto e che continuano a svolgere in Italia, America Latina, Africa e Albania. La celebrazione è stata preceduta dall’arrivo in chiesa del quadro del beato Luca, portato da alcuni giovani e da una fiaccola accesa: mentre il coro parrocchiale intonava il canto “CHI NON ARDE NON ACCENDE”, il sorriso contagioso di don Luca ha scaldato il cuore dei presenti che hanno applaudito lui e i giovani che tanto amava e che Papa Francesco vuole in cammino per una Chiesa nuova di uomini e donne che sanno rispondere alla chiamata di Cristo con un “ECCOMI”, senza paure e perplessità. Madre Marialuisa Bergomi, superiora generale ha salutato i presenti ricordando che l’Istituto “come lievito nella pasta, vive oggi la sua missione di anima dell’Opera attraverso la consacrazione-apostolica dei suoi membri, la preghiera incessante, l’offerta della vita che si rinnova ogni giorno, la passione per la salvezza dei fratelli, l’appartenenza filiale alla Chiesa nelle sue espressioni concrete: diocesi, unità pastorali, parrocchia.” Monsignor Vittorio Nozza, Vicario episcopale per la pastorale dei laici della Diocesi di Bergamo, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica e, all’ omelia, rifacendosi alle letture del giorno ha messo in luce il dono che il beato Luca Passi ha consegnato alla Chiesa. “Il Signore ci ha plasmati, ci ha costruiti come persone capaci di relazione, dimensione fondamentale della vita che ha conosciuto e conosce la fragilità e rischia di cadere nella frantumazione. Relazione che è possibile custodire nella misura in cui mettiamo al centro Gesù, il cuore”. E’ bello leggere in questa luce il cammino che l’Istituto ha compiuto verificando, giorno per giorno, la fedeltà al Carisma, guardando con speranza alla realtà. Mons. Nozza ha continuato dicendo che la storia dell’Istituto poggia su un trittico: memoria, fedeltà e speranza. La memoria ci consegna il Carisma che porta dentro di sé la dimensione della misericordia che ha spinto don Luca ad avere cuore verso i miseri e che deve continuare a segnare il volto di ogni suora Dorotea e di ogni Cooperatore verso tutti e ovunque, in qualsiasi territorio, contesto, in mondi diversi. Il territorio, infatti, è il luogo dell’umanità, dei volti e di storie di uomini e di donne che vivono precarietà di ogni tipo: solitudine, dimenticanza, abbandono. Il Carisma ha orientato a questi luoghi la misericordia del Padre per suscitare una nuova umanità di uomini salvati e redenti. Per questo il Carisma contempla e promuove l’attivazione delle opere. L’Opera di Santa Dorotea è opera di comunione, di fraternità che attiva le opere di misericordia corporali e spirituali, è un’opera che si fa gesto, accompagnamento, costruzione del bene comune, è opera che attraverso l’educazione riempie il cuore e le menti delle nuove generazioni e sollecita ad andare verso il fratello con gioia. Questo riconsegna, oggi, il beato Luca Passi: andare all’apostolica, essere presenze capaci di costruire un’azione corale. Al termine della celebrazione tutti i presenti hanno avuto modo, in oratorio, di incontrarsi, abbracciarsi e ricordare ciò che di bello le relazioni hanno saputo donare alle persone, alle comunità. Il sorriso sereno di don Luca, complice un tiepido sole ottobrino, ha davvero contagiato tutti.

 

Flavia Garattini

 

In allegato il testo dell'omelia di mons. Vittorio Nozza.