Alla missione di Suç arrivano cinquanta preti della Diocesi di Brescia accompagnati dal loro vescovo Mons. Pierantonio Tremolada.
Entrano dal cancello della missione alla spicciolata e sono tanti! Un breve momento di saluti e di ristoro, poi, in cerchio sotto le piante del cortile, la presentazione della missione bresciana da parte di don Roberto Ferranti che ricorda la sua nascita con l’arrivo di don Marco Domenighini e don Gianfranco Cadenelli nel 2002.
Segue l’intervento di Don Matteo Cortinovis, presbitero della diocesi di Bergamo, succeduto a don Gianfranco, che sottolinea come sia importante la presenza della Chiesa cattolica anche per pochi cristiani in un territorio prettamente mussulmano. Ricorda che don Gianfranco era solito dire che solo con la presenza indichiamo che Dio esiste ed è presente in mezzo a noi. Sottolinea, inoltre, come la “strada” è l’immagine che meglio rappresenta la missione di Suç, non solo per le grandi distanze, ma perché è il luogo dell’incontro e della testimonianza del Vangelo.
A don Matteo segue l’intervento di sr. Giuseppina e sr. Paola che raccontano la loro presenza e l’attività del doposcuola. Significativa è statala testimonianza di Genti rispetto alla sua crescita personale nella missione e in particolare alla fede: “Non ho conosciuto Dio come un’idea da comprendere, ma come una Presenza che mi ha preceduto. Riconosco nella mia vita la verità delle parole di Gesù: Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi. Molte volte mi sono accorto di essere già atteso, anche quando io stesso non stavo cercando. Ho incontrato Dio soprattutto nei momenti di fragilità, quando cadevano le mie sicurezze. Lì ho capito che la fede non è una risposta facile alle domande dell’uomo, ma una relazione che si costruisce nel tempo, spesso nel silenzio. Un Dio che non toglie il peso della vita, ma che lo porta con noi”.
Anche Alessandro ha ricordato l’inizio della sua collaborazione con i preti bresciani e che continua tutt’ora con don Matteo e la pastorale nel carcere di Burrel.
A tutti i presenti è stata poi consegnata come ricordo una piccola croce: lavoro artigianale dei carcerati. Il vescovo Pierantonio ha ringraziato per la testimonianza e ha lasciato come ricordo una medaglia raffigurante S. Paolo VI.
È stato emozionante vedere la chiesa di Suç riempirsi di presbiteri per la celebrazione dell’Eucaristia. Al termine della Messa non poteva mancare una preghiera sulla tomba di don Gianfranco che qui riposa tra la sua gente.
La giornata è terminata con il pranzo insieme, la visita da parte del vescovo ai vigneti nella zona di Shokors, che permettono a circa quindici famiglie della zona di poter avere un sostegno economico e un futuro nella loro terra, e la visita al “Qendra Shen Dorotea” di Burrel.
Questa visita si inserisce nel viaggio/pellegrinaggio in Albania organizzato per i presbiteri bresciani fino al decimo anno di ordinazione sacerdotale.
Siamo grate al Signore per questo incontro e ci porteremo nel cuore l’affetto, la sincera e calorosa partecipazione di mons. Pierantonio Tremolada, dei giovani preti e di don Roberto a questo pezzetto di Chiesa, che cerca di essere in terra mussulmana una piccola luce e ricorda a tutti che Dio c’è ed è vicino a ciascuno.
La comunità dorotea di Suç
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