Asolo: un inizio di settimana carico di memoria

Non saprei dire se la vita sia diversa il lunedì. Se, dopo la domenica, […] ci poniamo più contrariati o più pronti a donarci, più vicini o più distanti dalla gioia. Non lo so. Ma direi che il lunedì insinua l’ipotesi di essere un punto di partenza… 

 

È lunedì, e come ogni lunedì prego con queste parole del card. Tolentino Mendoça. Prima di entrare in questa nuova settimana desidero raccogliere alcuni pensieri e fissarli nella memoria grata del cuore.

 

Non senti che c’è un’aria diversa nella nostra Casa oggi? È la prima sollecitazione che è rimbalzata dentro di me all’inizio di questi tre giorni che desidero custodire. Sì c’è un’aria diversa ad Asolo. Sono arrivati da tutta Italia i Cooperatori, referenti dei gruppi locali, per l’annuale Assemblea associativa. Dopo 14 anni hanno scelto di vivere questo momento in una casa dorotea. La nostra comunità li accoglie non con il solito caloroso ‘benvenuto’ ma con un affettuoso ‘bentornato’. Volti amici, ricordi di momenti belli trascorsi insieme, racconti che tornano a brillare tra i corridoi, in giardino, nelle sale della nostra casa riempiendola di un profumo speciale: quello della santa amicizia!

 

Di fuoco in fuoco: il fascino della promessa. Ritorna con delicatezza e insistenza nella mia mente e nel mio cuore questa espressione di un’Assemblea di tanti anni fa. Mi fa bene mettermi in ascolto delle storie e delle ‘chiamate’ a vivere la propria vocazione battesimale secondo il carisma della Famiglia dorotea. Di fuochi, le persone che ho davanti, ne hanno passati tanti. È bello cogliere nei loro volti segnati dall’età che avanza, la briosità, l’entusiasmo di continuare a lasciarsi affascinare da quella promessa di bene che un giorno qualcuno gli ha fatto scoprire. È sorprendente la gratitudine che esprimono nei confronti di quelle ‘secondi madri’ che con coraggio le hanno trascinato al bene facendo scoprire il Signore Gesù e la sua parola di salvezza.

 

Tessitori di relazioni evangeliche: il coraggio di scegliere la promessa. Sì penso che è proprio il coraggio ciò che in questo tempo particolare del nostro oggi, dà colore all’arte di tessere relazioni evangeliche. Il coraggio di chi ha scelto di ‘dilatare’ l’Opera nonostante le comunità religiose non ci sono più, il coraggio di chi ha accolto il carisma e lo vive nel proprio quotidiano anche in quei luoghi più impensabili, il coraggio di chi sta ricevendo un’eredità carismatica e la sta facendo lievitare con pazienza, la sta tessendo con creatività, la sta intrecciando con passione.

 

Domenica, ultimo giorno di lavori, è arrivata in un batter d’occhio. Al momento delle partenze una parola è sulle labbra di tutti: grazie! Con cuore grato tutti riprendono la via verso la quotidianità. Anche la nostra comunità chiude simbolicamente la porta della casa. Da ieri, mettendo il dito nella vita bella e buona di tanti compagni di viaggio, ha potuto credere alla potenza del seme che muore per avere la vita, ha potuto vedere che l’olio della lampada non si è consumato, ha potuto rigustare la vita nel nome di Cristo Gesù. Questo è l’annuncio che nella ‘Nazareth’ di Asolo oggi custodiamo.

 

suor Giusi Canino