Giorno di grande silenzio e attesa

Sulla terra grande silenzio! Lo sposo “dorme” nel sepolcro offerto da Giuseppe di Arimatea, e il silenzio avvolge tutta la terra. Tace la liturgia, tace la Parola: nei Vangeli non c’è nessun accenno su Gesù in questo giorno. I discepoli chiusi forse nel Cenacolo pieni di paura e timore, i farisei, gli scribi e i sacerdoti occupati a celebrare il sabato; nessun accenno su Maria e le donne che seguivano Gesù in attesa del nuovo giorno per recarsi alla tomba con gli oli da cospargere sul suo corpo.

 

È un giorno dove tutto è sospeso, dove la morte sembra avere l’ultima parola anche sul Figlio di Dio. Ma Gesù, come Dio nell’ultimo giorno della creazione, si riposa: “tutto è compiuto”. È il tempo del riposo. Gesù ha compiuto fino in fondo la volontà del Padre e tutto ha posto nelle sue mani.

 

È il tempo nel quale soffermarci a riflettere sul giorno in cui ciascuno potrà dire come Gesù: “Tutto è compiuto” e abbandonarci al riposo sicuri di essere accolti nel seno del Padre e di risorgere con Gesù nell’ultimo giorno.

 

È giorno sì di silenzio, ma di silenzio carico di attesa e speranza. L’antica Tradizione ci presenta Gesù che dal sepolcro scende agli Inferi a risvegliare dal grande sonno Adamo e annunciargli la salvezza. Nessun uomo è escluso dalla misericordia di Dio e dalla sua salvezza: la morte non ha l’ultima parola sulla vita, in Gesù perde ogni potere.

 

La tradizione Bizantina chiama il sabato santo “l’Ora della Madre”. Anche la Chiesa cattolica ha fatto sua questa tradizione e ci invita a metterci accanto a Maria, “Mater Dolorosa”, per la perdita del Figlio amato. Nel dolore di Maria, Madre della Chiesa, ritroviamo il dolore di ogni madre per la perdita dei propri figli, venuti meno per mano di altri, per la malattia, per le guerre che ancora oggi devastano il mondo. In questo giorno guardiamo a lei, madre nostra che, pur nel più grande dolore, vive nella fede e nella speranza di rivedere vivo il suo Figlio amato.

 

Il sabato, giorno di silenzio, di attesa e di contemplazione diventa il giorno dove, con Maria, possiamo rafforzare la fede e la speranza in una vita nuova segnata dalla Grazia e dalla bellezza ed esprimere la nostra gratitudine per il dono della misericordia infinita di Dio.

 

Questo giorno santo carico di silenzio, attesa e speranza si chiude con la grande Veglia che apre al giorno, grondante luce, della Risurrezione di Gesù.

 

Ripercorriamo nella notte, che precede il giorno nuovo, le tappe della salvezza operata da Dio nel corso del tempo e che esplode con la gioia dell’”Exultet”: Gesù, nostra speranza è Risorto!

 

Ripercorriamo nella Veglia pasquale le tappe della nostra vita segnate dall’azione della Grazia di Dio, lasciamoci prendere per mano da Gesù che, dalla morte operata dal male, ci porta con sé alla vita nuova. Rinnoviamo la promessa di vivere da figli amati e salvati da Dio Padre in Gesù Cristo. Cantiamo la nostra gioia con Maria, la Madre che ritrova il Figlio vivo segnato dalla crocifissione.

 

Nella risurrezione di Gesù anche noi ritorniamo alla vita nuova con i segni che il male ha lasciato sul nostro corpo e nella nostra anima, segni che in Gesù Risorto possono diffondere luce, gioia, speranza e amore nello spazio e nel tempo che viviamo, pur segnato da tante paure, fragilità, incertezze e guerre.

 

Gesù nostra speranza è risorto e più non muore!

 

                                                                                                                          suor Paola Boroni

 

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