27 gennaio: Celebriamo la memoria di Sant’ANGELA MERICI

[Sant’Angela Merici con la Madre di Dio – Cappella delle Suore Orsoline a Ljubljana – M.I. Rupnik e Atelier d’Arte del Centro Aletti, 2009]

 

Celebriamo la memoria di Sant’Angela Merici ripensando alla devozione che il nostro Padre Fondatore ebbe per questa grande Santa, devozione che desiderava fosse pure viva in noi sue Figlie con l’orazione, ma anche nel sostenere il sorgere della Compagnia delle Figlie di S. Angela.

Rileggiamo perciò alcune espressioni di Don Luca come fossero piccole “antifone” al suo “magnificat” di lode e ringraziamento al Signoreper il bene che vedeva crescere nel nome di Sant’Angela.

 

“… pregate S. Angela e preparatevi a cose grandi per la gloria di Dio” (P. Guerrini, lett. 214)

 

“Il giorno di S. Angela mi ricorderò di voi, come mi ricordo sempre.

Pregate e fate pregare. Per quanto si dica, si dice nulla dell’efficacia della preghiera” (lett. 275 b).

 

“Mi consolo che abbiate messa la prima pietra della Comp. di S. Angela*, e così bene.

Nel giorno della sua festa raccomandatela caldamente alla sua protezione…” (lett. 324).

 

“Mi consolo che vi siano ottime disposizioni per l’opera di S. Angela:

bisogna pregare e pregare molto, può produrre un bene immenso” (lett. 170).

 

“… ho provato una grande consolazione a Venezia. S. Em. [il Patriarca Trevisanato] fece una visita alle Orsoline all’Istituto [cioè radunate nell’Istituto S. Dorotea]. Intervennero in numero di 112, e non mancarono che pochissime per salute, da tutta Venezia. Disse la Messa, fece la Comunione generale e fece loro un discorso che beatificò tutte, e commendò grandemente l’opera delle Suore [che sostenevano le Figlie di S. Angela], e con questa visita sanzionò la santa istituzione di S. Angela. Ecco l’esito di quell’incontro con D. Sambo in patriarcato due anni sono. Ecco come le opere del Signore sono simili al grano di senape. Fatelo sapere al R. P. Chiarini e alle Signore Girelli [Maddalena ed Elisabetta]” (lett. 252).

 

“Mi avete consolato scrivendomi che il progetto della Compagnia [di S. Angela] piace…” (lett. 167).

 

“Mi consolo che l’Opera di S. Dorotea vada perfezionandosi;

ricevo da per tutto notizie consolanti, così dell’opera di S. Angela. Dio sia benedetto” (lett. 355).

 

“Vedete di promovere l’opera di S. Angela. Qui [a Rovigo] esiste da due mesi e sono già 24 […] e sono riuscite l’anima della pia Opera or ora stabilita, per cui si può dire che è nata adulta. Questo fatto mi ha molto consolato, perché per mezzo delle Orsoline avremo anche le pie opere più fiorenti” (lett. 361).

 

“L’Opera di S. Angela cresce prodigiosamente, sono oltre le 70. Quell’incontro con D. Sambo in Patriarcato fu providenziale. Egli non poteva prender la cosa con più impegno” (lett. 373).

 

“L’opera delle Orsoline si va diffondendo prodigiosamente” (6-7-1865 a don Giuseppe Frassinetti di Genova).

 

* Nel 1810, era stata soppressa la Compagnia di S. Orsola, che Angela Merici aveva fondato a Brescia nel 1535 per l’istruzione cristiana delle ragazze. Si sentiva però l’urgenza di ripristinare questa opera di carità spirituale, e saranno Maddalena ed Elisabetta Girelli le rifondatrici della Compagnia di S. Orsola Figlie di S. Angela. E Don Luca appoggia in pieno la Compagnia, che nasce accanto alla Pia Opera di S. Dorotea, che ne ha le stesse finalità. Ancor prima di Maddalena ed Elisabetta, aveva tentato la rifondazione la loro zia: Elena Girelli, che con Madre Marini e Alessandra Gambara, è fondatrice della Pia Opera a Brescia (cf. Guerrini, p. 21, 17). Del resto le ragazze della Pia Opera, raggiunta l’età giovanile diventavano Figlie di Maria, o Figlie di S. Angela (se avevano scelto di non sposarsi). Le case delle Dorotee diverranno pertanto sede delle Angeline, lo attestano le Cronache delle nostre case: Padova-Venezia-Thiene-Cremona…

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