Giovanni Battista: preparare la via al Signore

La mia storia la conoscete tutti. Sono, Giovanni, figlio di Elisabetta, l’anziana cugina di Maria. La mia nascita è stato un dono inaspettato. Sono stato annunciato in modo prodigioso dall’angelo a mio padre Zaccaria: avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto (Lc 1,14-17). Poi, quando venni al mondo, egli riacquistò la parola e cantò di gioia, benedicendo Dio.

 

Quando i miei genitori scelsero il mio nome è come se avessero voluto rompere con il passato. Avrei dovuto prendere, infatti, il nome di mio padre Zaccaria, che significa Dio ricorda. Mentre, contro ogni tradizione, sono stato chiamato Giovanni che significa Dio fa grazia ora. Una netta linea di rottura!

 

Fin dal grembo di mia madre, la missione mi è stata chiara: guidare il popolo di Dio all’incontro che cambierà la storia. Anche a voi, credenti di oggi, è affidato questo mandato: andare «innanzi al Signore a preparargli le strade», testimoniando la sua misericordia. La mia nascita, perciò, è stata il segno per il popolo di ritrovare la via per l’amore vero.

 

Sono stato definito il precursore perché ho annunciato Cristo da quando sentii il saluto di Maria a mia madre e sussultai di gioia. Crebbi e mi fortificai in spirito vivendo in regioni deserte fino al giorno della mia manifestazione a Israele (cfr Lc 1,80). Ho iniziato la mia missione lungo il fiume Giordano. Annunciavo che il Regno dei cieli era vicino e che era necessaria la conversione e la penitenza. Perciò, in segno di purificazione dei peccati e di nascita a vita nuova, immergevo nelle acque del Giordano coloro che accoglievano la mia parola. Accorreva ad ascoltarmi tanta gente dalla Giudea, da Gerusalemme e da tutta la regione intorno al Giordano. Molti pensavano che io fossi il Messia atteso. Io battezzo con acqua per la conversione, ma colui che verrà dopo di me è più potente di me e io non sono degno neanche di sciogliere il legaccio dei sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco, ripetevo spesso. Io ero solo la voce: preparate la via del Signore. Io solo lo indicavo: ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Anche Gesù si presentò al Giordano per essere battezzato da me. Ero stupito nel vederlo in fila con gli altri peccatori. Non riuscivo a crederci. Lascia fare per ora, mi disse. Mi fidai e acconsentii a battezzarlo. A quel punto i cieli si aprirono e vidi scendere lo Spirito Santo su di Lui come una colomba mentre una voce diceva: questi è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto (Mt 3,17).

 

Da quel momento la mia missione era compiuta. Gesù iniziò a predicare e io, amico dello sposo, esultai di gioia ancora una volta. A quel punto capii che Lui doveva crescere e io diminuire.

 

Sono stato un profeta “scomodo”! Le mie parole disturbavano i grandi della terra e forse infastidiscono anche voi che vi lasciate provocare dalla mia coerenza e dalla mia trasparenza. In questo tempo di attesa, in cui state preparando la via al Signore Gesù che desidera abitare in mezzo a voi, vi invito a creare uno spazio per l’altro senza temere di perdere il vostro posto e il vostro prestigio… senza temere di scendere fino a scomparire.

 

 

 

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