Cuore di Gesù: porta di accesso alla misericodia

 

Il Cuore di Gesù come porta di accesso al mistero di Dio Misericordia

 

 

Il cuore di Gesù non è soltanto una finestra sul mistero di Dio ma è un balcone privilegiato per considerare il mistero di Dio. Possiamo conoscere Dio da diverse prospettive ma quella offerta dalla devozione al cuore di Gesù è certamente molto significativa. La devozione al Sacro Cuore non è infatti una delle tante devozioni. Ha infatti una qualità teologica certamente insuperabile rispetto alle altre perché verte immediatamente sul centro della rivelazione cristiana che è l’amore di Dio.

 

La devozione al sacro cuore riguarda dunque non tanto una parte secondaria del mistero cristiano bensì una parte centrale. Questo riscatta la devozione al sacro cuore da tutta quella serie di contestazioni che lungo la storia le sono state fatte, in particolare quella di dare importanza ad un dato ed unico organo.  Già i giansenisti contestavano domandando:  perché onorare il cuore di Gesù e non le sue mani o la sua testa  che pure hanno la loro importanza? E concludevano dicendo : è insensato prendere una parte soltanto. Ma nella rivelazione biblica il cuore non è dato come una parte ma è segno di una parte per il tutto. Quello che il teologo Karl Rahner chiama il simbolo reale. Dunque approfondendo questa devozione non si conosce semplicemente una parte marginale ma il cuore della fede cristiana: Dio è amore, Dio è misericordia.

 

E oggi siamo chiamati in modo particolare, nel contesto stanco e sfiduciato che viviamo,  ad annunciare l’amore di Dio, ad annunciare un Dio mite ed umile di cuore. Se guardiamo ai frutti che ha dato la devozione al sacro cuore nel corso del tempo è indubbio che la devozione al sacro cuore ha contribuito a mantenere l’ortodossia della fede contro quel rigorismo giansenista che si affacciava spesso nella predicazione ma anche nell’amministrazione dei sacramenti. Uno dei frutti migliori della devozione al Sacro Cuore è stato quello di non mantenere nel popolo cristiano la paura di Dio ma di incoraggiare la confidenza in Dio. Ha aiutato a sentire Dio vicino, non soltanto quell’essere pauroso che sta lontano: Dio che cammina nella mia storia e in quella di ogni uomo.

 

Anche la rilettura in senso sacramentale che la tradizione spirituale ha suggerito del dato biblico del cuore aperto in Gv 19 (l’apertura del costato di Gesù) appare significativa. I padri della Chiesa rileggono l’uscita dell’acqua e del sangue di Gesù dal suo costato come figura dei sacramenti del Battesimo e dell’Eucarestia. La devozione al sacro cuore può aiutare a riscoprire il dono che nella nostra vita è il battesimo e, allo stesso tempo, a risignificare il sacramento dell’Eucarestia.

 

Nella tradizione spirituale quasi sempre la devozione al cuore di Gesù è connessa al sacramento dell’eucarestia. Le rivelazioni a Santa Maria Margherita Alacoque hanno sempre come contesto il ringraziamento dopo l’Eucarestia. E dunque la devozione al sacro cuore ci permette di apprezzare sempre di più il dono della grazia sacramentale. Il Sacro Cuore e l’Eucarestia ci parlano di un Dio che è amore ma nel senso che si dona. Il contenuto della devozione al sacro cuore è un contenuto eucaristico. L’Eucarestia è il sacramento della carità e il Sacro Cuore ci parla proprio della carità.

 

Gli esegeti dicono che in Mt 11, 28- 30 (Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite ed umile di cuore e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso è leggero) lì dove si dice mite ed umile si compendia la dimensione filiale di Gesù. Cosa significa che Gesù è mite ed umile di cuore? Vuol dire che fa la volontà del Padre, che non ha un progetto suo da portare avanti e questa è la dimensione più profonda della figliolanza. Alcuni autori di spiritualità medievale mettono in evidenza del cuore di Gesù questo aspetto di obbedienza filiale alla volontà di Dio. Certo, anche questo è un tema che non è più stato tanto ripreso, cioè il collegamento tra devozione al Sacro cuore e vita filiale o obbedienza alla volontà di Dio.

 

Alcune domande:

  1. Nella mia vita e con la mia particolare vocazione annuncio che Dio è amore ?
  2. Come vivo il mio rapporto con Dio?
  3. Ho consapevolezza del mio battesimo? E come vivo l’Eucarestia?
  4. Cerco la volontà di Dio?