SARA: LA FATICA DELL’ATTESA

Sara cambierà nome
perché Dio ha un progetto sul suo popolo che lei è invitata ad accogliere passando da Sarai (i di possesso che indica la sua presunzione di assumere decisioni in modo autonomo) ad essere Sarah (che indica semplicità e adesione) che si fida finalmente di Dio e della Sua Promessa.
Il percorso che lei compie ci riguarda: ciò che Dio promette non è subito visibile, chiede tempi lunghi, fiducia incondizionata. Spesso noi, come Sarai, cerchiamo di “aiutare” Dio perché non vediamo il risultato immediato.

 

Sara ci dice che nessuno ce la fa da solo
perché la vita è segnata dalla fragilità, dalla sterilità e dalla morte. Passano gli anni, ma la promessa sembra non arrivare. Lei e Abramo sentono che pian piano la vita li abbandona e per non lasciarsela scappare cercano una via di fuga. La sterilità di Sara, come quella di tante madri di Israele, ci aiuta a scoprire che solo chi mette tutta la sua vita in Dio può essere feconda di bene e di futuro.

 

Sara diventa madre perché visitata da Dio.
“C’è forse qualche cosa di impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio”. (Gn 18, 15).Sara è testimone dell’annuncio della maternità imminente. Annuncio paradossale, perché sfida l’ordine naturale delle cose. Quante volte, come Sara, abbiamo sentito la vita infeconda: come una terra arida senza acqua, come un deserto bruciato, come un orizzonte chiuso senza speranza, come un grembo di donna incapace di generare. Ma la sua storia insegna che non esiste al mondo situazione disperata che Dio non sappia capovolgere e sovvertire. Quando Dio irrompe nel mondo, come nel grembo di Sara, esso si apre all’incredibile e all’inaudito del totalmente nuovo.
Riascoltiamo in questi giorni la lettera agli Ebrei (1,11-12): dalla sterilità accolta e visitata da Dio, nasce una discendenza numerosa come le stelle del cielo, nasce l’Eterno Figlio del Padre che feconda tutta la Storia.
“Per fede anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia innumerevole che si trova lungo la spiaggia del mare”.

 

Qualche volta
Signore
sento la vita
come un tronco senza rami,
un albero senza frutti,
un grembo senza vita.
Sento
ma non è vero
perché so
Signore
che tu sei il Dio della vita
che non ti stanchi
di sorprenderci
e amarci.
Amen