Zaccaria: accogliere la visita di Dio e benedire

La seconda figura che dà luce al nostro cammino d’Avvento è Zaccaria, lo sposo di Elisabetta.

 

“Ho ricevuto l’annuncio dell’angelo quando ero nel tempio. Non ho capito, non ho creduto che finalmente il Dio dei nostri Padri avesse ascoltato la mia supplica insieme a quella della mia sposa Elisabetta. (Lc 1, 5-23) La mia incredulità mi ha ammutolito, ma dopo essere rimasto a lungo muto sono tornato a parlare e le mie prime parole sono state parole ispirate da Dio, parole profetiche e di benedizione.

 

Quel mutismo è stato per me una “grazia” e lo può diventare anche oggi per voi che desiderate accogliere il Salvatore. Dio, infatti, attraversa le nostre ombre, i nostri limiti, i nostri peccati; non li elimina e non li annulla, ma li trasforma in bene.

 

Anche io sono stato trasformato dall’azione dello Spirito Santo: io, incapace di prendere parola, sono diventato grembo capace di partorire parole profetiche, parole di lode.

 

Dopo nove mesi Elisabetta ha partorito nostro figlio Giovanni, colui che sarà poi voce della Parola. Dopo nove mesi il mio silenzio, atto di ascolto, di accoglienza e di apertura all’azione di Dio, ha generato una parola e ho potuto benedire Dio per la sua visita, una visita per me, per il popolo, per tutta l’umanità.

 

Il silenzio, da un lato, ha purificato le mie e le nostre labbra da parole banali o false, da mormorazioni e da giudizi affrettati; dall’altro, ha consentito di far maturare nel cuore, e poi di far fiorire sulle labbra, parole vere, parole benedicenti, capaci di dire bene, di comunicare il bene.

 

Io, Zaccaria, ho fatto l’esperienza personale di ciò che Dio compie e di come ci trasforma. Allora posso celebrare e onorare Dio, ma questa mia esperienza personale si è allargata, si è ampliata e coinvolge molti altri, coinvolge anche voi”.

 

Zaccaria benedice un Dio che ci visita. Ci visita ancora oggi nella nostra storia personale e comunitaria, visita la nostra umanità ferita che attende “il sole che sorge dall’alto, che risplenda ancora su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e possa dirigere i nostri passi sulla via della pace” (cfr Lc 1, 78-79).

 

 

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