BRESCIA: IL CONVITTO SANTA DOROTEA IN FESTA

“Ricordo le gesta del Signore. Ricordo le tue meraviglie di un tempo

Sul mare passava la tua via… e le tue orme rimasero invisibili”

 

Questi brevi, ma significativi versetti del salmo 76, che la comunità aveva pregato all’inizio della giornata, hanno introdotto la celebrazione Eucaristica, di fine anno, presieduta da Don Giovanni Milesi.

Siamo qui per ringraziare il Signore, ha ricordato Suor Elena, per aver attraversato, insieme, le acque di questo anno burrascoso. Riconosciamo che Egli ha compiuto le sue meraviglie anche in mezzo a noi, in questo tempo in cui tante cose remavano contro.

La nostra convivenza non è sempre stata facile, per tanti motivi, ma la solidarietà, la comprensione, l’intelligenza, la pazienza, la preghiera quotidiana con la quale la comunità ha accompagnato il succedersi degli eventi, hanno fatto sì che questa sera potessimo esprimere il nostro grazie come singole e come gruppo. L’esperienza che stiamo concludendo è davvero buona e preziosa; ciò che abbiamo vissuto e che ci siamo donate reciprocamente può illuminare la nostra esistenza e irrobustire la nostra fede in quel Dio che con orme invisibili ha attraversato la nostra vita.

In seguito, con parole ricche di significato e comunicate con entusiasmo e convinzione, don Giovanni ha invitato ciascuna a contemplare l’amore del Signore che, in Gesù crocifisso, morto e risorto, rivela i suoi tratti essenziali e incisivi.

La celebrazione si è svolta con la partecipazione di tutte: alcune si sono prestate per la lettura della Parola, altre per le preghiere dei fedeli, tutte accompagnando i canti e i passaggi della liturgia.

Terminata la celebrazione, la festa è continuata nel cortile del Convitto che per l’occasione era stato allestito come un ristorante all’aperto.

Una cena a più mani, pensata e preparata con la collaborazione creativa delle ospiti e con la tradizionale pizza offerta dalla comunità.

L’appetito non mancava e l’allegria rendeva particolarmente gustosi anche i cibi più semplici.

Era davvero piacevole cogliere la gioia sul volto di tutte e constatare come ognuna cercava di rendersi disponibile per rendere bello questo nostro stare insieme.

Dopo la cena, musica e ballo, scrosci di risate, gesti amichevoli e, soprattutto, tanta serenità.

Dialogo tra piccoli gruppi, attenzioni spicciole… anticipo di saluti e quando la serata sembrava terminare un piccolo gruppo, che via via si andava ampliando, si è riunito attorno a una convittrice che intratteneva con la chitarra e con il canto.

Alla fine, mentre le ore incominciavano a farsi più grandi, il suono della chitarra lasciò lo spazio agli ultimi scambi.

Uno svelto riassetto del cortile e la Casa entrò nell’abituale silenzio della notte.

La festa era finita, ma un vivo sentimento di riconoscenza le ha dato continuità.

Quella sera il motivo per rinnovare il nostro grazie al Signore aveva il volto di una festa che ci ha regalato una spinta in più per riprendere il nostro servizio e il nostro cammino, segnati dalla speranza e dal futuro che le giovani portano con sé.

 

La comunità del Convitto

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