Convitto S. Chiara – Brescia: Too much… continua

Il nostro percorso è continuato con altri due incontri che lasciamo raccontare ad alcune giovani. Il 5 marzo abbiamo incontrato don Luca Montini, giovane sacerdote della diocesi di Brescia della Fraternità San Carlo Borromeo.

 

Don Luca ci ha raccontato con entusiasmo un pezzo della sua vita. In particolare ha condiviso con noi l’esperienza missionaria in Africa e la successiva perdita di una gamba a causa di uno sfortunato incidente. Dal suo racconto, abbiamo percepito una solida fiducia verso la vita, vissuta da lui come un dono. La sua fede, il suo credere nella vita e in Dio lo hanno sostenuto nei momenti difficili, hanno permesso lui di non perdere la speranza e di apprezzare ciò che la vita stessa offre ogni giorno.

Giulia

 

Ci ha raccontato di come si sia trovato immerso in un mondo culturale completamente diverso da quello in cui viviamo noi e di come cose che noi diamo per scontate, per altri non lo sono affatto.

In Africa il suo compito era quello di dirigere un ospedale e il suo mezzo di trasporto era la moto con cui andava ovunque. Un giorno, proprio mentre la stava guidando, ha fatto un brutto incidente per cui è dovuto tornare in Italia e affrontare un’operazione di amputazione di una gamba. All’inizio è stato difficile per lui accettare questa condizione, tanto che ha iniziato a dubitare di tutto quello che aveva fatto nella sua vita. Il tempo l’ha aiutato e lo aiuta ancora ad alzarsi ogni mattina con il sorriso, ma è la sua forza di volontà che lo rende un esempio da seguire e da ammirare. 

Egle

 

Il 19 marzo con don Andrea Zani

 

Don Andrea ci ha parlato dei cammini del Goum. Goum è una parola araba che ha più significati: tribù, vita e risurrezione. Rimanda, quindi, all’idea di un popolo che si mette in cammino per tornare alla vita.

 

Il Goum è un cammino della durata di una settimana fatto nel deserto a cui prende parte un gruppo di circa 15 persone. Ognuno parte con un proprio obiettivo: c’è chi cerca la fede, chi cerca sé stesso, chi il senso della vita. Ciò che accomuna i partecipanti di questa esperienza spirituale è la ricerca. Per una settimana si lasciano da parte telefoni, orologi, navigatori e tutte le comodità quotidiane e si parte per il viaggio.

 

Riporto alcuni elementi su cui don Andrea si è soffermato.

 

  • Il DESERTO – l’ambiente desertico e l’assenza di distrazioni esterne aiuta a concentrare l’attenzione verso l’interno, verso i propri pensieri e la propria spiritualità;
  • Il TEMPO – il tempo durante il cammino è scandito dal sole, dalla luce e dal buio. Si vive il tempo presente; si smette di rimuginare sul passato e di preoccuparsi sul futuro, esiste solo il qui ed ora;
  • Il DONO – il dono va ricercato in sé stessi, in quanto ognuno di noi è dono per gli altri, e nei compagni di viaggio.
  • La COMUNITÀ – ognuno fa il proprio percorso, ma questo è condiviso con gli altri partecipanti, ai quali ci affida.
  • La FIDUCIA è essenziale, durante il cammino ci si affida a sé stessi, ai compagni e a Dio.

Chiara B.

 

Lasciamo che il nostro cuore sia sollecitato a compiere passi, uno dopo l’altro, per scoprire il senso della vita, la gioia dell’incontro, la pace di chi, pur camminando, dimora in Dio.