La PROMESSA dei Cooperatori dopo i momenti difficili della distanza

 – Gruppo Cooperatori di Forlì – 

Da gennaio 2020 non c’eravamo più incontrati, a causa dell’epidemia di Coronavirus, tuttavia il nostro gruppo non si è mai fermato, la modalità di incontro è stata molto diversa, anche se condivisa da tutti, utilizzando la nostra chat.

 

Finalmente il 12 giugno abbiamo potuto organizzare a Forlì un incontro “ravvicinato”, grazie alla disponibilità di Sr. Orsolina da Padova e Sr. Liviana da Treviso. È nato subito un bel dialogo sui tempi difficili che abbiamo vissuto. Ciascuno di noi ha testimoniato le difficoltà incontrate e le strategie messe in atto per superarle. Le risonanze sono state diverse e di una ricchezza incredibile. Anche i piccoli gesti, le piccole iniziative, in uno stile amichevole di servizio e interesse verso gli altri, si sono rivelati un aiuto concreto ed una dimostrazione di accoglienza che hanno donato fiducia, superando il problema della distanza.

Il racconto del Vangelo di Marco (Mc 4,26-34), proposto dalle nostre suore, ci interpella. Nella “piccolezza” del seme si nasconde la bellezza infinita del Regno di Dio. Questo piccolo seme agisce silenzioso anche dentro di noi.

 

A fine giornata abbiamo rinnovato la Promessa, nella Chiesa di San Biagio, confrontandoci prima sulle motivazioni che ci hanno portato a questa decisione. È una scelta che accompagna la nostra esistenza “no

nostante il variare delle situazioni personali e la diversità dei contesti culturali” e ci sprona a partecipare in modo cosciente e attivo al mondo che ci circonda, diventandone parte necessaria e integrante, con particolare rilevanza alle relazioni, alla comunicazione e alla condivisione di esperienze che favoriscano il confronto, alla creazione e sostegno di progetti individuali e di gruppo, sociali e parrocchiali, per poter portare, dove siamo, un miglioramento delle qualità umane, spirituali e sociali proprie dello stile doroteo.

Terminata la santa Messa, ci siamo ritrovati in un’atmosfera di festa per concludere la giornata e continuare i nostri racconti, come in un’unica e vera famiglia.

Tutti noi ci auguriamo di rivederci in autunno e preghiamo Dio e don Luca di guidare le nostre suore lungo la strada intrapresa, con forza e perseveranza: sono i nostri fari ed essere cooperatore è prima di tutto un dono che abbiamo ricevuto da loro e che ha cambiato in meglio la nostra vita, per continuare insieme a sentire la responsabilità di essere protagonisti in prima persona della “civiltà umana”.

 

Daniela Boccalatte

referente Cooperatori di Forlì

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