A un anno dalla morte della nostra Superiora Generale, il ricordo di madre Marialuisa Bergomi, rimane vivo nel cuore di quanti hanno condiviso con lei il cammino della vita e della missione. Il tempo trascorso non ha spento la sua presenza: l’ha trasformata in memoria riconoscente, in preghiera e in eredità da custodire.
La sua vita, donata con generosità al servizio di Dio, della Chiesa e del nostro Istituto, continua a parlare anche oggi. Nei gesti compiuti, nelle parole pronunciate, nelle scelte affrontate con fede e responsabilità, possiamo riconoscere un seme che continua a portare frutto.
Ad un anno di distanza, siamo invitate a guardare non soltanto al tramonto di quel giorno, ma anche alla nuova alba che ogni mattina annuncia che la vita continua. La luce che nasce all’orizzonte ci ricorda che la morte non è l’ultima parola: nella fede, ogni fine può aprire un nuovo inizio, e ogni separazione può diventare attesa dell’incontro.
In questa nuova alba, anche la sua testimonianza continua a risplendere. Ci accompagna discretamente, come una luce che non abbaglia, ma indica la strada. A noi raccogliere ciò che ci ha lasciato e continuare il cammino con fiducia, fedeli alla missione ricevuta e aperti a ciò che lo Spirito vorrà far nascere.
Nel primo anniversario della sua nascita al cielo, la affidiamo ancora una volta al Signore, con gratitudine per il dono della sua vita e con la certezza che, oltre ogni tramonto, Dio prepara sempre una nuova alba.

