SECONDE MADRI IN TEMPO DI PANDEMIA

Il COVID-19 ci ha aggrediti senza preavviso e ci ha costretti a stili di vita mai pensati prima. Questo cambiamento che ci ha travolti indistintamente, ha scombussolato tutte le nostre aspettative, i sogni, i progetti per il futuro, per la crescita personale e sociale, mettendo a dura prova il nostro bisogno di vivere, sentendoci in relazione e in comunione di progetti. Per tenere il passo con la vita, durante la pandemia, si sono ampliate tecniche comunicative impensabili negli anni addietro. L’approccio acquisto e uso mezzi ha attirato la curiosità e ha regalato la gioia di poter comunicare e riprendere le relazioni con le persone. La creatività, deposta nel cuore di ogni persona a qualsiasi età, ha dato frutti nuovi.

Vivo a Pagnano d’Asolo, nella casa di riposo per le consorelle anziane e ammalate. Qui ho potuto ammirare l’impegno di Sr. Mariapia Colbertaldo, nel continuare il suo lavoro di formazione spirituale con il gruppo di esercitanti EVO e il gruppo Guide EVO. Grazie alle tecnologie, attraverso Skype ha potuto continuare il suo compito di animatrice a distanza.

Ancor di più mi ha sorpresa Sr. Erasma Siega, che a novant’anni compiuti, con grande premura e sollecitudine, ha voluto tenere viva l’amicizia con i giovani conosciuti nel suo servizio Pastorale nel Molise. Infatti, ha potuto mantenere i contatti, grazie allo smartphone. Sr. Erasma non ha saputo nascondere l’emozione e le lacrime di gioia quando ha visto la foto di gruppo, accompagnata da parole sincere, che la descrivevano come la loro “seconda mamma”. Tutto questo ha risvegliato l’entusiasmo e l’illusione di essere ancora tutti uniti per sempre, perché ciò che conta è l’interessamento, anche con una semplice telefonata, che ha riempito di gioia il cuore alla “loro Suora” che li ha tanto amati. Anche il Natale è stato davvero festa di famiglia, di scambio di auguri sull’onda partita dal cuore della loro educatrice.

Questa testimonianza di Sr. Erasma ci ha donato un grande insegnamento a tutte noi: la consapevolezza che la maternità spirituale non conosce età, anzi, con gli anni si fa ancor più saggia, più autorevole e più autentica.

Devo pure riconoscere la costanza di suor Anna Maria Beltrami nel lavorare al computer per rispondere alle modalità imposte ora in campo sanitario, come ad esempio richiedere farmaci, visite, appuntamenti per tamponi, vaccini. Infatti, non è facile restare al passo con le nuove tecnologie, ma è un dovere per il servizio alla comunità.

Mi riscalda il cuore vedere attuato nel concreto lo slogan di Papa Francesco nel messaggio del 1° gennaio 2021: “La cultura della cura: impegno comune per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti”.

Suor Franca Visentin

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