La festa di Santa Dorotea è stata vissuta dalle cooperatrici e dalla comunità tutta di Taverna in un clima di profondo raccoglimento e gratitudine, culminato in una sentita celebrazione eucaristica presieduta dai cari parroci don Antonio Ranieri, don Vitaliano Caruso e don Simone Samà.
Un momento semplice ma intenso, capace di intrecciare preghiera, silenzio e segni concreti. Ai piedi dell’immagine di Santa Dorotea i segni più noti e cari della sua storia: le mele, simbolo concreto della bontà che ciascuno può coltivare e donare, e le rose, che, con il loro profumo, parlano della bellezza della vita, di quella speranza che non appassisce nemmeno nei momenti più difficili.
Le mele benedette hanno raggiunto la maggior parte delle famiglie della cittadina, accompagnate da un “PENSIERO CHE NUTRE”, quale invito a mettersi in cammino, a diventare dono per gli altri, ad accogliere la missione quotidiana fatta di piccoli gesti, parole miti, scelte coraggiose.
Questo pensiero nutre perché ci affida una responsabilità bella: essere, oggi, ciò che il mondo attende. E nel nome di Santa Dorotea, impariamo a credere che anche il poco, se donato con amore, può cambiare tutto.
Gradito e apprezzato il saluto inviato da suor Carla Micheletti e suor Silvia Maghetti, che hanno voluto dimostrare la loro vicinanza alla nostra comunità, nel quale ci hanno ricordato, attraverso il Vangelo del giorno, che siamo “sale e luce” ogni volta che diamo sapore e gusto alla Vita, consumandoci con gratuità e sciogliendoci senza far rumore; siamo sale e luce ogni volta che prendendoci cura dell’altro lo aiutiamo a crescere nella fede e a camminare insieme”.
Clementina Amelio

