Convitto S. Chiara – Brescia: Santa Dorotea e i suoi doni

E anche quest’anno Santa Dorotea ci ha raggiunto con un grande dono: la presenza di Paola Passera in Italia per un periodo di sosta dalla sua missione in Congo Brazzaville. L’amore, “Dono di Dio” non puoi trattenerlo, puoi solamente donarlo e… riceverlo. È quello che è accaduto presso il Convitto Santa Chiara mercoledì 5 febbraio. Ecco alcune voci del “mistero” accaduto…

 

Questa sera si parte per un viaggio. Lontano o vicino è il viaggio che ciascuno fa dentro di sé. E ogni viaggio ha una meta. E ogni viaggio ha una strada. E ogni viaggio trasforma. E ogni viaggio è un ritorno. E ogni viaggio ha un compagno. Meglio se incomodo. Di quelli che non ti permettono di abituarti, di accontentarti, di non accorgerti o, peggio, di cedere alle lusinghe delle molte sirene tutt’intorno. Santa Dorotea è questo, stasera. Il dono di un viaggio. Una ‘scomoda’, ‘scomodante’ compagna di viaggio. E che poi la meta dell’andare sia il Congo è pura accidentalità geografica. Il senso sta da un’altra parte, nel come il ‘farsi compagna di viaggio si realizzi e prenda forma nel quotidiano di ciascuno. Di 30 giovani bellissime donne che si affacciano alla vita e di qualche altra che i propri passi li ha già mossi da tempo, nell’unica avventura che valga la pena di essere raccontata. In un intreccio di sguardi, di storie, di attese, di partenze e ritorni, stasera ci si ritrova al Santa Chiara: si fa silenzio, ci si ascolta e si ascolta e ci si fa dono dei brani del racconto più bello, che è quello della vita vissuta, con le sue curve e salite, le sue fatiche e le incredibili meraviglie. E se i bambini di qualche Orfanotrofio alla fine del mondo diventano per un momento i protagonisti, è solo per ricordare che non c’è dono più grande degli incontri e dei legami che si costruiscono. Altrove. Qui. Ovunque. Che la casa è il mondo e che nel mondo c’è sempre spazio e c’è spazio per tutti. Che tutto l’amore ricevuto è fatto per essere rimesso in circolo, con gratitudine. Con abbondanza di spreco. Che non c’è più tempo da perdere: per volersi bene, per volere il bene, per fare il bene. Dove si è e con chi si è. Che la felicità illumina. Che perdonarsi e distribuire il perdono è là dove si trova Dio. Che si può osare vedere bellezza e costruire pace anche laddove non se ne vede punto. Che la speranza è il desiderio di vedere realizzato un sogno, un obiettivo. Un obiettivo comune. Questa sera si viaggia. Lontano o vicino, in Congo o a Brescia. Poco importa. Si fa un viaggio del cuore e nel cuore. Ci si riconosce compagne di cammino. E forse, non c’è dono più grande. A Santa Dorotea.    

Paola P.

 

 

“State tranquille, che il detto il treno passa solo una volta, vi assicuro che non è vero” così abbiamo iniziato il viaggio con Paola, da 11 anni la mamma di 151 bambini. Un incontro fatto di immagini, parole e doni, che ci hanno davvero portato con lei, nella sua quotidianità, fra la sua gente del Congo Brazzaville. La pelle d’oca sentendo certe storie, a cui forse non ci abitueremo mai, ma ci ha lasciato il desiderio di iniziare ad intraprendere il nostro viaggio per trovare la nostra famiglia e diventare dono per gli altri. Senz’altro un momento di gioia, di condivisione, di riflessione, che ci ha riempito l’anima. È scontato da dire, ma servirebbero molte più persone al mondo come Paola.    

Marta, una giovane che lavora al Centro migranti di Brescia

 

 

Le parole di Paola, dal racconto di Santa Dorotea all’esperienza in Congo Brazaville è stato un mix di emozioni, riflessioni, condivisione. Sentire un racconto forte, intenso, ma avendo sempre un sorriso in volto, ci ha fatto capire quanto siamo fortunati rispetto a tante persone che vivono in una realtà precaria, dove ogni giorno ci sono delle difficoltà.  Il suo racconto è arrivato dritto al cuore e ci ha fatto capire l’amore che Paola mette in ciò che fa. Prendersi cura degli altri, guidarli, essere un punto di riferimento, ascoltare; sono valori che oggi sembrano scontati, ma in un mondo dove tutto corre, dove tutto va veloce avere qualcuno che sa essere un pilastro è qualcosa di prezioso. Questo è Paola per la sua comunità e per i suoi ragazzi. Grazie Paola, per aver condiviso con tutte noi parte della tua quotidianità e auguro a tutte noi di imparare qualcosa da questo racconto.   

Claudia, una giovane del Convitto

 

 

Il 5 febbraio abbiamo avuto l’incontro con Paola, una volontaria che lavora in Africa. Dopo un’introduzione di se e della sua Associazione, ha voluto collegarci la storia di San Dorotea e di come sia stata un dono di Dio; mentre per Paola il dono di Dio è aiutare i bambini in Africa e fargli da mamma. L’incontro devo dire è stato molto bello e mi ha aperto molti spunti: infatti molte cose materiali e non, le ho date per scontate, quando in realtà non lo sono. Mi è piaciuto vedere come i bambini fossero felici anche se non hanno tanto, ma solo felici lo stesso. Inoltre mi è piaciuto un sacco come la cultura africana ed italiana si siano fuse assieme (vedendolo nei pasti metà italiani e metà africani). L’incontro è stato molto costruttivo e ispirante, aprendo nuove porte e spunti di vita.

 Anna, una giovane del Convitto