Chieti: la famiglia dorotea in festa

Pur nella sua semplicità, la Festa di Santa Dorotea, il 6 febbraio, ci ha donato una grande bella sorpresa, gradita e festosa: poco prima della celebrazione, due nostri parrocchiani ci hanno presentato don Celestino cappellano in un ospedale in Burundi, e  Suor Lucia, anche lei burundese, ora superiora delle Missionarie della Redenzione a Rovigo. Pronti e felicissimi, hanno condiviso  con noi il momento di preghiera, di canti e di gioia.

 

Il Sacerdote ha concelebrato, con pronta e gentile accoglienza di don Michelangelo e, quando si è seduto accanto al nostro parroco, la sua presenza mi ha portata a pensare a tutti i cooperatori e alle suore  “nel mondo” che “stavano facendo festa con noi!” Due nuovi amici sorridenti, pronti alle foto e al sorriso, a ricevere le mele, a stare con noi, a messa conclusa.

 

Nella presentazione iniziale, abbiamo spiegato il motivo e l’importanza di questa Festa, della bellezza e della ricchezza del nostro Carisma donatoci dal beato don Luca, delle virtù di Dorotea, che lo hanno portato a sceglierla come Protettrice. Abbiamo anche sottolineato la nostra poca visibilità, propria di un Carisma prettamente spirituale, di un carisma delle “piccole cose”, dell’attenzione, della cura, spesso silenziosa e segreta; è il Carisma della delicata e premurosa “correzione evangelica del fratello” nella semplicità quotidiana: sorridere, ascoltare, confortare, accompagnare, portare un po’ di luce dove c’è buio.

 

Nell’omelia anche don Michelangelo ha fortemente ribadito la coraggiosa e vissuta testimonianza di fede di Dorotea, la sua dedizione, la delicatezza e la capacità di condurre al bene e all’incontro con il Padre chi ne era lontano.

 

Ci ha riscaldato il cuore vedere amici e parrocchiani “felici” attenti e commossi, desiderosi di sapere di più, di chiedere e di ringraziarci, per avere svelato qualcosa di grande significato, che loro ignoravano. E le mele, come sempre, concludono gioiosamente e “rumorosamente”  la Festa !!!!!

 

Anna Lemme