Lettera a suor Gina Simionato dalla “sua” Africa

Suor Gina, sono già 25 anni che ci hai lasciato fisicamente, per andare a gioire in cielo con Colui che amavi e servivi fedelmente qui sulla terra. Quando eri tra noi, pensavamo che saresti rimasta per sempre ma purtroppo non è stato così: Dio ti ha prescelta e ti ha amata di un amore particolare. Non possiamo dimenticare il tuo modo di agire discreto, la tua vita in mezzo a noi e tra le persone con le quali hai condiviso la tua esperienza di missionaria, in questa nostra terra d’Africa, fino allo spargimento del tuo sangue.

 

L’oblio di te stessa per salvare la vita umana è stata una delle virtù che ti ha caratterizzato, soprattutto quando si trattava di un appello urgente dei malati, ma anche nella vita quotidiana. Quante volte ti sei alzata nel cuore della notte per raggiungere, con una torcia, i malati del dispensario di Mbobero e/o di Kaniola, e aiutare le donne in difficoltà di parto, consapevole del rischio che questo comportava!

 

Sulla strada di Mbobero – Bwirembe – Shanga, hai rischiato la vita più volte, a causa di incidenti inevitabili: l’auto che aveva perso la ruota posteriore e continuava la sua direzione pur mantenendo un certo equilibrio; la frana che aveva ribaltato la vettura nella palude, il fango che faceva perdere ogni possibilità di controllo… eri sempre tu al volante, per andare a compiere la tua missione e incontrare i malati. Ne sei uscita sana e salva, perché il giorno della mietitura non era ancora arrivato.

 

E quel giorno è arrivato Domenica 15 ottobre 2000, sulla strada che da Gitega conduce alla parrocchia di Gihiza, dove risiedeva la comunità delle suore, al momento rifugiata presso il Seminario vescovile. Ti spingeva la preoccupazione di essere unite alla comunità parrocchiale nella celebrazione liturgica della Parola. Dio ti ha accolta presso di Lui con l’abito del servizio con cui vivevi quotidianamente la missione della Chiesa.

 

Eri una donna concreta, forte e coraggiosa, con un cuore tenero e compassionevole, animata da uno straordinario amore per i malati e i più poveri, africana tra gli africani. Suor Gina, le persone che ti hanno conosciuta e che hai servito non ti dimenticheranno mai!

 

Rinnoviamo il nostro grazie alla famiglia Simionato e alla comunità parrocchiale di Quinto che hanno voluto che la figura di Suor Gina rimanesse immortalata in Africa attraverso l’Asilo Mama Gina che oggi accoglie centoquattordici bambini.

 

I loro genitori onorano Mama Gina con il motto dei piccoli “Mama Gina brilla e brillerà sempre“, e noi ripetiamo a viva voce: “Suor Gina vive e vivrà sempre“.

 

 

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Lettera a suor Gina Simionato dalla Sua Africa

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