Sarezzo: una poesia per dare voce

Riceviamo e pubblichiamo la presentazione e il testo della poesia Petalo Arso, con la quale, una giovane della Parrocchia di Zanano insieme ai suoi compagni di scuola, ha vinto la IX edizione del Concorso di poesie “Monia Delpero”.

 

*** *** ***

 

Sono Giorgia Poli, ho 18 anni, frequento la classe quinta – indirizzo liceo scientifico – all’Istituto Superiore Carlo Beretta di Gardone (BS).

 

Quest’anno ho partecipato, ricevendo l’attestato di merito, alla IX edizione del Concorso di poesia “Monia Delpero”, che si tiene ogni anno in onore di Monia,  giovane di soli 19 anni uccisa dal suo ex fidanzato nel 1989.

 

Il tema scelto per rappresentare un 2025 e un 2026 significativi è stato “Mentre il mondo cambia si sta come barche in mezzo al mare”, riprendendo la celebre poesia “Soldati” di Giuseppe Ungaretti.

 

Viviamo, infatti, un tempo spaesato e contraddittorio, in un mare tortuoso e minaccioso, tra guerre vissute in diretta, discriminazioni, razzismo, bullismo, vecchie e nuove forme di violenza sulle donne.

 

Per questo motivo è bene, o forse necessario, che tutti in qualche modo si facciano sentire e io, insieme ad altri studenti della Scuola, abbiamo scelto di farlo attraverso la poesia.

 

Così è nato il mio testo poetico: Petalo Arso, una denuncia alla guerra, alla condizione disumana e alienante che questa porta inevitabilmente.

 

 

PETALO ARSO:

 

Trema, la terra trema

non è un terremoto, no

bagliore, luce

tutto si tinge di rosso

rosso come il sangue versato,

rosso come le lingue di fuoco Che spavalde,

avvolgono la città,

città ululante di dolore,

città rimbombante di rabbia,

città che soccombe,

città sepolta da ossa,

ossa nude, crude,

ossa che raccontano una storia indicibile.

Eppure eccolo là, Non lo vedete?

Un puntino luminoso nel vuoto cristallino,

un puntino che si distingue.

È la speranza di ciascun individuo,

è la voce di chi non ne ha,

di chi l’ha persa per sempre.

 Giorgia Poli