Al termine della notte sotto le stelle e in sacco a pelo, il Pontefice non si è fatto aspettare e, di buon mattino, arriva sull’immensa spianata di Tor Vergata per incontrare i giovani di tutto il mondo.
Nella sua omelia Papa Prevost, con riferimento alla prima lettura tratta dal Qoelet, parla del limite, della finitezza delle cose e menziona la fragilità come parte della meraviglia che ciascuno di noi è. Come i fili d’erba esili, fragili, soggetti a seccarsi, piegarsi e spezzarsi per farsi nutrimento per quelli che spuntano dopo, anche noi siamo fatti per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore.
Dopo le domande di ieri sera proposte da 3 rappresentanti, oggi è lui a proporre tre interrogativi:
- Cos’è veramente la felicità?
- Qual è il vero gusto della vita?
- Cosa ci libera dagli stagni del non senso, della noia, della mediocrità?
Prova a fare questa consegna attingendo al Vangelo odierno, XVIII Domenica T.O: La pienezza della nostra esistenza non dipende da ciò che accumuliamo né, come abbiamo sentito nel Vangelo, da ciò che possediamo (cfr Lc 12,13-21). È legata piuttosto a ciò che con gioia sappiamo accogliere e condividere (cfr Mt 10,8-10; Gv 6,1-13). Comprare, ammassare, consumare, non basta. Abbiamo bisogno di alzare gli occhi, di guardare in alto, alle “cose di lassù”, per renderci conto che tutto ha senso, tra le realtà del mondo, solo nella misura in cui serve a unirci a Dio e ai fratelli nella carità, facendo crescere in noi “sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità”, di perdono, di pace, come quelli di Cristo. E in questo orizzonte comprenderemo sempre meglio cosa significhi che “la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. Carissimi giovani, la nostra speranza è Gesù.
Il Papa chiude invitando i giovani a ritornare nella loro quotidianità con questa esortazione: camminate con gioia sulle orme del Salvatore, e a contagiate chiunque incontrate col vostro entusiasmo e con la testimonianza della vostra fede! Buon cammino!
I riflettori sull’evento più atteso e più partecipato dell’Anno Santo si spengono e nel cuore dei partecipanti rimane una piccola fiamma che potrà ardere per accendere.

