Ogni mattina percorro la stessa strada per andare al lavoro e vedo quasi sempre la stessa gente, le stesse cose. Penso “tutti saranno presi dalle loro mille cose”. E poi medito anche su quello che ho da fare: le attività della giornata, la mia routine di lavoro e le priorità che mi devo dare nella gestione del mio negozio di alimentari. Come va a finire: ogni volta mi chiedo il senso di tutto questo e mi rispondo sempre allo stesso modo.
Se leggo il titolo di questo spazio “Dio ha una storia con noi” penso subito a quante storie incrocio anch’io ogni giorno, nel mio piccolo, nel mio negozio e nei miei giri. In particolare quelle storie più significative che hanno trasformato la mia vita, al fatto che tutte, tutte, queste storie fanno parte di una storia più grande, di quella che Dio ha con noi.
Il mio pensiero molte volte va agli anni delle superiori, a quando ci venne raccontata la storia di Falcone e Borsellino, magistrati e servitori dello Stato che sono arrivati a sacrificarsi per la difesa del Bene Comune.
Mosso anche dalla loro storia decido quindi di partecipare a 21 anni, nel luglio 2012, a un campo di volontariato con l’associazione Libera in un bene confiscato alla Camorra, in provincia di Caserta.
In quella settimana incontro decine e decine di altri giovani provenienti da ogni parte d’Italia, tutti con il desiderio di approfondire temi come la lotta alla criminalità organizzata, la memoria di chi negli anni si è battuto per ciò e all’impegno portato avanti dalla società civile per difendere e promuovere il Bene Comune. Ci si racconta e ciascuno condivide la propria storia e le proprie passioni.
Durante quei giorni ascolto però tante altre storie, “strane” rispetto alle precedenti, difficili da accettare in un certo senso, forse perché a me del tutto nuove. Sono tutte testimonianze dirette e molto significative: un imprenditore che ha vissuto la fatica del racket; un testimone oculare di un omicidio che non si è piegato all’omertà; una coppia di genitori che ha perso il figlio ammazzato per sbaglio in un agguato; un prete di strada che supporta giovani con fragilità o a rischio dipendenza; un assessore che vive sotto scorta perché minacciato dai clan camorristi; una cooperativa che si impegna per l’inclusione sociale e l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e con disabilità; e tante altre…
Non potevo non cogliere, mentre parlavano ciascuno della propria storia, l’incredibile entusiasmo che li contraddistingueva. Un entusiasmo travolgente e contagioso, soprattutto perché mi hanno dimostrato concretamente che il bene genera sempre altro bene. Quante storie ho conosciuto e quanta bellezza ho respirato. Una bellezza rigenerante perché alle prove e alle fatiche della vita tutte queste persone hanno saputo reagire con impegno e determinazione. Ma dove trovano la forza e il coraggio per fare questo? Forse proprio nel Bene Comune per i quali si adoperano.
E finisco per tornare ai miei pensieri, alla mia quotidianità, alle mie domande: se non si lamentano loro, ho il diritto di lamentarmi io? Anzi, proprio loro mi dimostrano come sia possibile, nonostante il contesto difficile, una terra martoriata, condizioni precarie e un futuro apparentemente compromesso, impegnarsi per lasciare il proprio territorio un posto migliore di quello che hanno trovato. Di cosa posso lamentarmi allora io? Le mormorazioni per la sete di cui si legge nell’Esodo rappresentano la mancanza di fede in Dio, mentre l’acqua che il Signore diede miracolosamente al suo popolo è la conferma della sua presenza.
Trovo così conferma, ancora una volta, che sì “Dio ha una storia con noi”, e quindi anche io (e ciascuno di noi) con lui. Ed è per me davvero bello cogliere questo dono prezioso che è la fede, sapendo che nelle prove e nelle scelte più importanti della vita sto vivendo non solo per lui ma con lui.
“Quante storie!” è un’espressione che utilizziamo generalmente con un’accezione negativa. Mi piace però pensare che la stessa possa avere anche una chiave di lettura positiva, quella di un amore più grande. Quante (belle) storie allora! E crescono così sempre più in me la speranza e la convinzione che il bene genera altro bene. E la storia continua…
Davide Marconato
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Dio ha una storia con noi: storie di mormorazioni

