I pastori: annunciare la Buona Notizia

Nei giorni precedenti a quella notte, avevamo sentito raccontare di alcune apparizioni di angeli: in casa, nel tempio, in sogno… Ma non sapevamo se crederci veramente! Quella notte non era uguale alle altre notti. Faceva freddo, il buio calato sulle montagne dove sostavamo sembrava più fitto di sempre. Eravamo abituati a vegliare per prenderci cura del nostro gregge ma quella notte ci sembrava meno faticoso del solito. Ad un certo punto, quel buio si illuminò e noi fummo avvolti da una grande luce. La paura ci soffocava il cuore: un uomo dalle sembianze angeliche era davanti a noi. Non potevamo credere ai nostri occhi. Subito nella memoria del cuore ci rimbalzò che quello che avevamo udito lo stavano annunciando anche a noi… a noi considerati gli ultimi, gli emarginati, i dimenticati. La nostra umanità fu visitata da quell’annuncio di gioia incontenibile: è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.

 

Alle parole dell’angelo, abbassammo ogni resistenza. Non riuscivamo a credere che anche per noi, uomini semplici e umili, era nato un Salvatore. In quel tripudio di canti, lodi e invocazioni intonato dalla moltitudine dell’esercito celeste, ci siamo lasciati coinvolgere. E così senza indugio, senza badare al nostro gregge, insieme e con il desiderio ardente di incontrare il nostro Salvatore, partimmo per Betlemme.

 

Eccoci nella città dell’anima, del pane e della pace alla ricerca del bambino avvolto in fasce. Non era in una reggia, non era adagiato tra preziosi ricami… Era veramente come ci aveva detto l’angelo: avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. Non portammo doni preziosi, le nostre mani erano vuote ma pronte ad accogliere la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Non portammo neanche il frutto del nostro lavoro, ma i nostri cuori erano aperti alla grazia di Dio portatrice di salvezza per tutti gli uomini amati da Dio.

 

Quella notte sperimentammo che il Dio bambino riposa con amore in quella parte di noi che facevamo fatica ad accogliere. Quella notte ritornammo alla nostra quotidianità trasformati interiormente dall’Amore. Quella notte, l’incontro con il Verbo fatto carne, aveva portato nelle nostre vite un cambiamento.

 

Quello che abbiamo udito e visto sotto il cielo della Giudea ora, in questa notte santa di questo vostro tempo, l’annunciamo anche a voi: è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.

 

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