II Domenica di Avvento: porta della giustizia e della pace

Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, su di lui si poserà lo Spirito del Signore…

Prenderà decisioni eque per gli umili della terra (Is 11, 2.4)

 

Quasi ogni giorno passiamo per piazza San Pietro che, quest’anno in particolare, è diventata luogo di incontro per gruppi di pellegrini e turisti, provenienti da tutto il mondo, e continua ad essere “casa” per i molti senza fissa dimora che sotto il colonnato trovano riparo dal freddo o dal caldo.

Tantissimi sono gli eventi giubilari che hanno reso piazza San Pietro viva e festosa: il giubileo dei giovani, dei poveri, della vita consacrata, dei medici, dei giornalisti, e varie le manifestazioni per la Pace e la giustizia che hanno visto le vie della città di Roma riempirsi di bandiere, striscioni e slogan.

 

Tutti mossi dal desiderio di pace, invocata nella preghiera, nella supplica e nell’intercessione, ricercata nel dialogo e nel confronto, gridata dai giovani per le strade e nelle piazze.

 

Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, il leopardo si sdraierà accanto al capretto e un piccolo fanciullo li guiderà (Is 11,6)

 

Spesso ci capita anche di ascoltare sui mezzi pubblici, camminando per le vie o in fila alla cassa del supermercato o negli uffici pubblici, commenti di sfiducia o di rabbia da parte della gente che è stanca e vuole ordine e tranquillità perché tutto questo movimento disturba il suo quieto vivere.

 

Il figlio dell’uomo, quando verrà, troverà “Pace” sulla terra?

 

In un incontro vissuto in parrocchia la settimana scorsa, in cui giovani e adulti si sono trovati per un confronto sul tema della pace, è risuonata un’espressione che ci ha particolarmente colpite: la debolezza è la via della pace.

 

Sembra paradossale, eppure è così perché la giustizia e la pace non si impongono con la forza, ma crescono là dove uomini e donne accettano di sporcarsi le mani, di dare tempo a servizio di altri, di resistere credendo al Bene anche quando tutto intorno a loro dice che non ne vale la pena…

 

Conosciamo anche noi alcune di queste persone:

 

Donatella e Silvia che da 30 anni vivono in un quartiere ghetto alla periferia di Roma, facendo della loro casa una “luce” sicura e calda per quanti desiderano entrare;

 

Oreste, Patrizia, Paola… insegnanti in pensione che, ogni giorno, con passione incontrano giovani immigrati – spesso analfabeti – e insegnano loro l’italiano in modo che possano vivere con meno disagio e sofferenza l’inserimento in questa realtà altra rispetto a quella da cui provengono;

 

Debora, Giorgia e Sara che sostengono una scuola parentale nel quartiere della Magliana permettendo a bambini rom di frequentare la scuola;

 

Giancarlo, Chiara e Arturo – giovani capi scout – che si prendono a cuore la crescita di bambini e ragazzi condividendo con loro esperienze di servizio e comunità;

 

la nostra comunità, che con uno stile di vita semplice e vicino alla gente, risponde al grido educativo delle giovani generazioni.

 

E tante altre… che, certamente, operano nel silenzio e nel nascondimento, preparando la strada al Signore che viene, Re di giustizia e di pace.

 

La comunità di Viale Vaticano – Roma

 

 

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II Domenica di Avvento – La porta della giustizia e della pace

 

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