Una porta senza porte
Sì, perché così la luce di qui non oscura quella di là. Perché accogliere è un viaggio a doppio senso, dove chi accoglie e chi è accolto si scambiano spazi, apertura, cura, luce e calore.
Questa immagine raffigura la Porta del Sole in Bolivia, dove i popoli indigeni, con la saggezza della loro cultura, accoglievano la prima luce del sole nel solstizio di primavera. I primi raggi attraversavano questo varco, e questo era un presagio di buon auspicio per un periodo di vita, abbondanza e pace.
Questa porta ci parla simbolicamente dell’accoglienza del Salvatore, una promessa di vita e pace per coloro che si trovano dall’altra parte, che ricevono e, a loro volta, offrono spazio, apertura e cura agli altri.
Suona il campanello e, attraverso il cancello, si vedono due piedi enormi, con indosso delle pantofole consumate… È Rogelio, qui per l’olio usato e i contenitori di plastica. È arrivato tre giorni fa e quasi non vorresti aprire la porta perché non c’è né olio né plastica, ma la sua voce… “Sorelle, amore mio, come state?” Sì, vuole che la porta venga aperta, solo per salutare e chiedere di tutti… è il suo modo di essere visto, non giudicato dal suo viso segnato dal sole e dall’alcol, dai suoi vestiti sporchi. È anche il suo modo di prendersi cura della nostra comunità… e poco importa che non ci sia né olio né plastica!
Ciò che accade a lui e che ritorna a noi è un sorriso, una conversazione un po’ prolungata… un consiglio che cade sempre nel vuoto, o un rimprovero che riceve seriamente, pur sapendo già che…
In breve, Rogelio sa che siamo qui, ed è un po’ parte della nostra vita qui. È di famiglia.
E l’ospitalità ha il potere di rendere familiare ogni persona e ogni realtà che entra e trova spazio, senza pretese di capire tutto o di pianificare cosa accadrà.
È così che il nostro Dio ci diventa familiare in questo Natale. Come Giuseppe che accoglie il Figlio di Dio che cresce nel grembo di Maria, occupando uno spazio che pensava fosse suo e aprendo il suo cuore all’amore per la Madre e il Figlio che vengono a portare salvezza e pace all’umanità, il Natale sia aprire spazi in noi al SOLE CHE SORGE DALL’ALTO, segno della presenza di Dio. Lui vuole essere familiare a ogni cuore, a ogni situazione della vita, vuole accarezzare ogni ferita e godersi la nostra casa. Correre il rischio di accoglierlo è la decisione migliore della nostra vita.
Le suore della Delegazione Latinoamericana
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