«Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio».
Queste parole, che risuonano ogni Natale, ci ricordano che la vita è un dono gratuito. Dire “ci è stato dato” significa riconoscere che la vita non è un possesso o un diritto, ma un mistero che ci viene affidato. La nascita di Gesù ci insegna che ogni esistenza, anche la più fragile, è un segno concreto della presenza di Dio.
L’arrivo di nostro figlio, ce lo ha reso evidente come mai prima. Sposati da dieci anni, il nostro desiderio è sempre stato quello di creare una famiglia aperta alla vita. Nella nostra ricerca, a volte faticosa, c’è sempre stato un affidamento a Dio. Tre anni fa, il Signore ha risposto a quel grido facendoci aprire lo sguardo e il cuore; ci ha invitati a guardare “da un’altra parte”, mostrandoci che la fecondità di una casa non passa solo dai figli naturali, ma anche da quelli che Lui stesso sceglie di donare.
È iniziato così il nostro viaggio verso l’accoglienza che ci ha spalancato un mondo fatto di volti e storie da incontrare. Lungo la strada abbiamo trovato persone che si sono fatte compagne di viaggio e che ci hanno aiutato a camminare.
In questo percorso, l’incontro con la comunità “Il Bucaneve” è stato decisivo. Lì abbiamo imparato un amore che non significa possedere, ma saper lasciare, obbedire alla realtà e, soprattutto, offrire tutto a Colui che è la Vita.
Un anno e mezzo fa, la porta della nostra casa si è spalancata ed è arrivato nostro figlio, un dono gratuito e immenso. L’incontro con lui ci ha commosso nel profondo perché abbiamo visto la vita che ci veniva affidata; davanti a lui non c’era nient’altro se non lo stupore di un miracolo ricevuto.
Come non ripensare, in questo Natale, con gratitudine anche alla testimonianza di Madre Marialuisa e allo stupore e alla gioia che mostrava ogni volta che prendeva nostro figlio tra le braccia, accogliendolo con lo sguardo di chi vede in ogni vita il volto di Dio.
In queste settimane di Avvento, ci siamo fermati davanti alla grotta del nostro presepe, contemplando Maria e Giuseppe: Maria, che accoglie Gesù generato nella sua carne, icona di quella fecondità che fiorisce nel grembo, e Giuseppe, che accoglie Gesù come padre adottivo, icona della vita che viene accolta, custodita e amata oltre ogni legame di sangue.
È attraverso il loro sì che Dio permette alla Vita di trovare casa sulla terra.
Viviamo allora questo Natale come un tempo di grazia, guardando alla vita come al primo e più grande dono di Dio: un dono da far fiorire nel cammino della santità, consapevoli che la porta della vita è sempre aperta per chi ha il coraggio di farsi casa.
Alice e Denis
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