Solennità del Sacratissimo cuore di Gesù: accogliamo l’invito di don Marco

Le lettere di don Marco sono un costante richiamo al Costato di Cristo. In questa solennità desideriamo fare memoria delle sue parole che hanno sostenuto il cammino spirituale delle nostre consorelle che ci hanno preceduto e, oggi, possono alimentare anche il nostro.

 

 

“Prenderete ad imitare la mia cara Santa Maddalena, l’amante di Gesù, e gettandovi ai piedi

della nostra cara Madre Maria Santissima la pregherete di esser a voi maestra d’Amore, e

Gesù suo Divin Figlio e vostro Sposo sarà l’oggetto di tutto il vostro amore.

Colla mente e col cuore spogliato da ogni affetto terreno, tutta spirituale, celeste e divina,

annichilita in voi stessa con uno spirito conforme, uniforme, deiforme, formando un solo

cuore con Gesù, a quella guisa che il ferro liquefatto è quasi una sola cosa col fuoco in cui

arde e per cui arde, così voi aderendo col vostro spirito allo Spirito Santo, ed unendo il vostro

cuore al Cuor di Gesù, vivrete in perfetta unione col sommo Bene. Così uno sarà il vostro

pensiero, un solo l’affetto, una sola l’azione in Gesù Cristo e potrete esclamare beata in Dio: io

non vivo più, vive solo in me Gesù… La sensibilità, l’intensità dell’amore non è in nostra

mano; ma ciò che è sempre in vostra mano è la volontà, e questa è la sola che dimanda lo

Sposo quando vi comanda d’amarlo con tutto il cuore, e questo è l’amore effettivo che forma

la santità dell’anima. Il resto tutto varia nella creatura finché è viatrice. Gettatevi dunque colla

volontà fra le sue braccia e poi rimettetevi alla sua bontà…”

(lett. 35)

 

 

“Quanto è dunque felice quell’anima che unita a Dio, a Gesù, nella fede, nella carità, non si

vede figlia che di Dio, sorella, sposa, amica di Gesù. Entra allora nelle intenzioni di Dio,

penetra i misteri della provvidenza, partecipa dell’eternità beata, e si dispone a poco a poco

alla morte del corpo, alla vita eterna dell’anima. S’annoia del creato, e non può gustare che il

Cielo, il Paradiso, il suo Dio, il suo Gesù, la sua Cara Mamma; e voi benedetta mia figlia nel

Signore, educata per sua grazia alla scuola del Costato, conoscerete ognor più queste verità e

come ogni cosa è vanità e afflizione di spirito in fuori che amar Dio e servire a Lui solo. Non

è dunque la sola obbedienza che vi pone nel Costato di Gesù, ma anche tutte le circostanze

vostre, poiché tutte le dolcezze della terra, anche le più innocenti, sono amare in ultimo

risultato, come voi vedete di presente, e le amarezze di Gesù tornano dolci. Voi da qui in

avanti non avete più Padre, ma avete Gesù! più unione di famiglia, ma avete Gesù; non più

casa, non più beni, ma solo Gesù, e Gesù essendo infinitamente beato in se stesso vi renderà

quasi infinitamente beata, facendovi gustare nella santa unione amorosa di spirito

una infinita beatitudine”.

(lett. 61)

 

“Sciogliete il vostro cuore ai piedi di Gesù e quando poi ardete dal desiderio

di unirvi tutta al suo Cuore entrate per la piaga SS.ma del Costato e fissate

entro il suo divin petto il vostro riposo. Miratelo, ascoltatelo, gustatelo e

parlategli con affetto ardente, ed Egli si farà sentire e ne avrete sempre

maggior luce, più ardente amore, pace serena, giubilo di Paradiso. …

Quanto più si beve al Costato di Gesù svegliasi la sete, e non sarà

pienamente saziata che in cielo… Gesù sia tutto vostro, voi siate tutta sua”.

(lett. 73)

 

“Riposate, dunque o figlia, nel divin Cuore di Lui che è via, verità e vita, e voi

camminerete sempre sicura nella luce e nel fuoco del divin Sole”.

(lett. 92)