La solennità di Tutti i Santi è una delle feste più belle e significative della vita della Chiesa. È il giorno in cui il nostro sguardo si allarga per contemplare quella moltitudine di uomini e donne che, in ogni tempo e in ogni luogo, hanno saputo fare della propria vita un dono d’amore. Alcuni sono conosciuti e venerati sugli altari, altri sono rimasti nascosti agli occhi del mondo, ma tutti hanno qualcosa in comune: hanno lasciato che Dio abitasse il loro cuore e trasformasse la loro esistenza.
Quando pensiamo ai santi, spesso immaginiamo persone straordinarie, capaci di grandi gesti, di sacrifici eroici e di una fede incrollabile. Eppure, la santità non è qualcosa di lontano dalla nostra quotidianità. Non è riservata a pochi eletti, né consiste nel vivere una vita perfetta. La santità è una chiamata che riguarda tutti, una strada che comincia con il Battesimo e prosegue in un cammino quotidiano fatto di piccoli gesti, di scelte coraggiose, di perdono, di generosità e, soprattutto, di amore.
In questo cammino una modalità speciale per vivere la vita nuova in Cristo è la santa amicizia, “mezzo” molto caro al nostro don Luca.
I santi ci insegnano che nessuno diventa santo da solo. Dio ci chiama alla santità attraverso le relazioni, gli incontri e le persone che mette sul nostro cammino. L’amicizia autentica può diventare uno spazio privilegiato nel quale sperimentare la presenza di Dio, crescere nella fede e imparare ad amare con un cuore sempre più libero e generoso.
Significative sono le sante amicizie vissute lungo i secoli della storia della Chiesa. Pensiamo all’amicizia tra san Francesco d’Assisi e santa Chiara: due giovani che, incontrando Cristo, hanno scoperto una strada nuova e hanno saputo sostenersi reciprocamente nella scelta radicale del Vangelo. E non dimentichiamo san Basilio Magno e san Gregorio Nazianzeno, legati da un’amicizia profonda, nella quale ciascuno riconosceva nell’altro un dono prezioso. Gregorio ricordava come avessero un unico desiderio: vivere per la virtù e orientare insieme la loro esistenza verso Dio.
La santa amicizia non è un’amicizia perfetta, priva di incomprensioni o difficoltà. È piuttosto un’amicizia abitata dalla presenza di Dio, capace di attraversare anche i momenti di fatica senza perdere la fiducia e il desiderio di bene.
In fondo, è questo che ci ricorda Gesù quando dice: «Non vi chiamo più servi, ma vi ho chiamato amici» (Gv 15,15). Il Signore stesso sceglie di entrare in relazione con noi, di offrirci la sua amicizia e di insegnarci ad amare senza misura.
La solennità di Tutti i Santi diventa allora anche un invito a riscoprire il valore delle nostre amicizie. Quante persone, attraverso la loro presenza, ci hanno aiutato a rialzarci? Quanti incontri hanno riacceso in noi la speranza? Quante amicizie ci hanno avvicinato alla preghiera, alla fede, alla solidarietà e alla bellezza del Vangelo?
Forse anche noi siamo chiamati a essere santi proprio attraverso queste relazioni: diventando amici che sanno esserci, che non giudicano, che non abbandonano, che sanno incoraggiare e che portano un po’ di luce nella vita degli altri.
In questa festa di Tutti i Santi chiediamoci allora: le nostre amicizie ci aiutano a diventare persone migliori? Siamo capaci di essere presenza buona nella vita di qualcuno? Sappiamo costruire legami che fanno crescere, che liberano e che avvicinano a Dio?
Perché forse la santità comincia proprio così: incontrando qualcuno che ci aiuta a guardare il cielo senza distogliere lo sguardo dalla terra; qualcuno con cui condividere il cammino, le fatiche, la gioia e la fede.
E allora, tra le tante grazie che possiamo chiedere in questa solennità, chiediamo anche il dono di amicizie sante: amicizie sincere, luminose, capaci di custodire il bene e di far fiorire la bellezza che Dio ha seminato in ciascuno di noi.
Perché un vero amico non è soltanto qualcuno con cui condividere la strada, ma qualcuno che ci aiuta a non perdere la direzione del cielo.
La santità, in fondo, è imparare ad amare come Gesù. E nessuno dovrebbe essere costretto a percorrere questo cammino di beatitudine da solo.
A cura della redazione

