Vieni Spirito di pace…
Ci prepariamo alla Solennità della Pentecoste rileggendo tre brani della Scrittura che la liturgia della veglia propone. Dopo ogni brano ci lasciamo illuminare da una breve riflessione di Papa Francesco e da un’invocazione allo Spirito. Chiediamo al Padre di donare a noi e al mondo intero una nuova fraternità.
Vieni Spirito e abbatti le barriere che dividono i popoli
Vieni luce beatissima: effondi su di noi i tuoi doni
e insegnaci a divenire operatori della tua pace
Dal libro della Genesi (11,1-9)
Tutta la terra aveva un’unica lingua e uniche parole. Emigrando dall’oriente, gli uomini capitarono in una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da malta. Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un’unica lingua; questo è l’inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro». Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.
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Nel racconto della città di Babele e della sua torre si narra un progetto sociale che prevede di sacrificare ogni individualità all’efficienza della collettività. L’umanità parla una lingua sola – potremmo dire che ha un “pensiero unico” –, è come avvolta in una specie di incantesimo generale che assorbe l’unicità di ciascuno in una bolla di uniformità. Allora Dio confonde le lingue, cioè ristabilisce le differenze, ricrea le condizioni perché possano svilupparsi delle unicità, rianima il molteplice dove l’ideologia vorrebbe imporre l’unico. Il Signore distoglie l’umanità anche dal suo delirio di onnipotenza: «facciamoci un nome», dicono esaltati gli abitanti di Babele (v. 4), che vogliono arrivare fino al cielo, mettersi al posto di Dio. Ma sono ambizioni pericolose, alienanti, distruttive, e il Signore, confondendo queste aspettative, protegge gli uomini, prevenendo un disastro annunciato. Sembra davvero attuale questo racconto: anche oggi la coesione, anziché sulla fraternità e sulla pace, si fonda spesso sull’ambizione, sui nazionalismi, sull’omologazione, su strutture tecnico-economiche che inculcano la persuasione che Dio sia insignificante e inutile: non tanto perché si ricerca un di più di sapere, ma soprattutto per un di più di potere. È una tentazione che pervade le grandi sfide della cultura odierna.
Udienza generale 23 novembre 2023
Venga su di noi, o Padre, il tuo santo Spirito,
e con la sua potenza abbatta le barriere che dividono i popoli:
sulla terra si formi una sola famiglia e
ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
In questa giornata preghiamo in modo particolare per i conflitti presenti nel mondo.
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1 giorno: Vieni Spirito e abbatti le barriere che dividono i popoli

